lunedì, 12 Ottobre , 26

Il Financial Times: “Gli Stati Uniti minacciano di bloccare il sistema di approvvigionamento di armi all’Ucraina”

Con l'obiettivo di fare pressione su Kiev affinché interrompa i suoi attacchi contro le infrastrutture energetiche russe

L’accordo déjà-vu: quasi un mese fa Trump aveva annunciato la stessa tregua, invano

Il 14 settembre Trump annunciò l'accordo per un cessate il fuoco "energetico" tra Russia e Ucraina, provando a forzare la tregua ma senza risultati. Oggi, dopo l'accordo per la fornitura di gasolio con la Russia, il contesto potrebbe essere diverso

Almeno 139 migranti morti (di cui 15 bambini) su una barca capovolta al largo del Gibuti

Il naufragio risale alla notte tra l'8 e il 9 ottobre. Lo ha reso noto L’Organizzazione internazionale per le migrazioni. Ci sono circa 84 dispersi. Sull'imbarcazione erano più di 300

Trump: “Russia e Ucraina hanno raggiunto una tregua energetica”

Il breve messaggio di Trump si limita ad affermare che il cessate il fuoco entra in vigore immediatamente e che entrambe le parti lo hanno concordato. "Non infrangetelo!"
HomeAttualitàCalenda da Meloni, ‘campo largo’ osserva mosse ma linee diverse

Calenda da Meloni, ‘campo largo’ osserva mosse ma linee diverse

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Roma, 18 mag. (askanews) – Un “normale incontro”. Da Azione spiegano così il faccia a faccia tra Carlo Calenda e Giorgia Meloni a palazzo Chigi, un appuntamento su “energia e industria” nato in scia al ‘premier time’ della scorsa settimana: sbagliato cercare indizi in chiave di alleanze politiche. Ma, inevitabilmente, la visita del leader centrista a palazzo Chigi diventa oggetto di valutazioni dentro al centrosinistra, perché con due schieramenti più o meno appaiati nei sondaggi i voti di Azione potrebbero fare la differenza. Il fatto è che nel “campo largo” M5s e Avs non sembrano particolarmente disponibili a un eventuale “ritorno” di Calenda, a differenza del Partito democratico.

Di certo, Calenda per ora non cambia la sua linea ‘terzista’, autonomo da entrambi i poli, tanto da schierarsi anche contro la riforma elettorale a cui tiene tanto la presidente del Consiglio: “Non si farà – pronostica – perché c’è una parte del testo che già sappiamo che è incostituzionale e non c’è più tempo per formularne una nuova”. Una previsione che probabilmente è anche un auspicio, perché l’ex ministro non fa mistero di sperare in un pareggio che apra la strada ad un governo “riformista” ed europeista sostenuto da una maggioranza trasversale e omogenea sui grandi dossier.

Ettore Rosato spiega: “Siamo andati a portare le nostre proposte. Un avvicinamento alla destra? Non esiste. Non è che se uno parla con la Schlein si avvicina alla sinistra. Dovrebbe essere una cosa normale, in una situazione del mondo così complicata, che l’opposizione dialoghi con la maggioranza. Siamo opposizione e proviamo a ottenere dei risultati”.

Ma che la legge elettorale resti quella attuale al momento non è così scontato, Fdi anche oggi ha insistito su questo e un premio di maggioranza renderebbe assai improbabile lo scenario su cui punta Calenda, rendendo difficile mantenere una posizione non allineata.

Nel Pd, per esempio, diversi contano sul fatto che alla fine Azione torni con il resto del centrosinistra. Arturo Scotto fa notare un dettaglio: “E’ andato da Meloni, ma oggi Azione ha anche firmato insieme a tutte le opposizioni l’emendamento al decreto lavoro che ripropone il salario minimo”.

Enrico Borghi, Iv, non risparmia qualche frecciata, la rottura tra i centristi non è ancora stata metabolizzata: “A me Calenda sta molto simpatico, mi ricorda maresciallo Emmanuel Grouchy, ultimo ad arrivare a Waterloo e gli ordini impartiti da napoleone furono disattesi. Chi arriva tardi non capisce il senso finale della battaglia…”. Ma, assicura, “avendo noi subito la stagione dei veti non poniamo veti nei confronti di nessuno. E’ chiaro che serve una coerenza di fondo. La stagione dei blocchi e delle antipatie deve essere lasciata alle spalle”.

Molta meno disponibilità mostra Avs, come spiegano ambienti dell’alleanza rosso-verde: “Calenda sembra in grande confusione, un giorno fa una cosa, un giorno ne fa un’altra. Per quanto riguarda il ‘campo largo’ … Di cosa stiamo parlando? E’ uno che nei comuni si allea con la destra un giorno sì e l’altro pure, in nome del ‘pragmatismo’!”.

Linea simile a quella di Luca Pirondini capogruppo del M5S al Senato. “Con tutto il dovuto rispetto, quello che fa Calenda non occupa molto i miei pensieri. Ricordo il suo recente convegno con tutta la prima fila in platea occupata da Fratelli d’Italia, ha detto che il M5s va cancellato… Nessuno stupore per la sua visita a palazzo Chigi”.

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