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Caos al valico di Rafah: “Fermi qui da giorni, aiutateci”

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In centinaia aspettano alla frontiera con l’Egitto

Milano, 16 ott. (askanews) – Queste immagini mostrano il caos al valico di Rafah, che divide il territorio palestinese di Gaza dall’Egitto e dove centinaia di persone, tutti con passaporto straniero, aspettano di poter fuggire dalla Striscia, da 10 giorni obiettivo dell’operazione militare israeliana scattata in risposta all’attacco di Hamas in Israele.La notizia circolata per alcune ore di una tregua per permettere l’entrata di aiuti umanitari e l’uscita delle persone in attesa è stata smentita dal governo di Tel Aviv.Osama Abu Samhadana è una cittadino egiziano, chiede l’intervento del presidente Al Sisi per sbloccare la situazione: dorme con la sua famiglia qui sul confine da 8 giorni nella speranza di passare.”La gente qui riceve a malapena acqua e cibo, siamo nella zona di confine, è una zona pericolosa. Speriamo che la comunità internazionale, le ambasciate e i nostri fratelli egiziani ci lascino entrare” dice Ahmed Al Qasas di nazionalità tedesca, che si è ritrovato nel mezzo dell’escalation militare durante un breve viaggio a Gaza.”A Gaza, in generale, non si può dire che ci sia una zona sicura per nessuna persona o per nessun animale e nemmeno per le pietre – dice Etaf Al Rai, cittadinanza danese, ricordando la situazione difficile per tutti i palestinesi – l’ambasciata americana avrebbe dovuto intervenire e per trovare una soluzione per aprire i valichi, non chiediamo altro” aggiunge, per sottolineare che l’ambasciata aveva incoraggiato gli stranieri a raggiungere il confine quando sembrava la tregua dovesse andare in porto. “I valichi dovrebbero essere sempre aperti per i farmaci, per le persone che hanno bisogno di cure, per gli ospedali – conclude la donna – Gli ospedali a Gaza non hanno più farmaci e non hanno elettricità, gasolio e gas”.La zona di Rafah non è stata risparmiata dai bombardamenti. Nelle immagini l’obitorio dove sono stati portati i cadaveri delle persone uccise da un raid isreaeliano nella notte. Fra loro la famiglia Al-Masri, colpita mentre dormiva nella propria casa: sono morti il padre e tre bambini.

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