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Crisi d’impresa, Sisto (Giustizia): “Autorizzare cram down della transazione fiscale nella composizione negoziale”

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La proposta del viceministro al Seminario di studi giuridici promosso dai commercialisti a Ischia

ISCHIA – “L’introduzione del cram down nella transazione fiscale anche nell’ambito della composizione negoziata, attraverso l’omologazione forzata da parte del tribunale in caso di dissenso dell’Agenzia delle Entrate, potrebbe favorire il buon esito delle procedure di risanamento.

In questo modo la responsabilità verrebbe rimessa alla valutazione del giudice, come già accade nelle altre procedure concorsuali, rendendo più efficace e funzionale lo strumento della transazione fiscale”.

Lo ha dichiarato Francesco Paolo Sisto, viceministro della Giustizia, in apertura della seconda giornata del Seminario di studi giuridici “L’armonizzazione delle norme UE in materia di insolvenza”, promosso dall’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, con il patrocinio del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, che si è chiuso oggi al Resort Regina Isabella di Lacco Ameno a Ischia.

La proposta del viceministro Sisto ha trovato favorevoli Elbano de Nuccio, presidente del Cndcec, e Matteo De Lise, numero uno dell’Odcec di Napoli. “L’estensione del cram down fiscale anche alla composizione negoziata rappresenterebbe un passo avanti importante – ha sottolineato de Nuccio – per rendere più efficaci i percorsi di risanamento delle imprese.

Affidare al giudice la possibilità di omologare la transazione fiscale anche in caso di dissenso dell’Agenzia delle Entrate consentirebbe di superare molte rigidità applicative, favorendo soluzioni più rapide ed equilibrate nell’interesse della continuità aziendale e della tutela del tessuto economico”.

Secondo De Lise “questa soluzione è particolarmente utile perché potrebbe rendere più funzionale non solo il rapporto con l’Agenzia delle Entrate, ma anche la gestione del debito contributivo, migliorando l’efficacia complessiva delle procedure di composizione negoziata.

Si andrebbe pienamente nella direzione indicata dal legislatore, che punta ad anticipare l’emersione della crisi e a favorire il salvataggio delle imprese sane che attraversano momenti di difficoltà”.

Ottimismo per il confronto tra le parti è stato ribadito da Vincenzo Carbone, direttore dell’Agenzia delle Entrate, nel corso della seconda sessione dei lavori (moderata da Vincenzo Moretta, vicepresidente del Cndcec): “Da tempo portiamo avanti una collaborazione costruttiva con il mondo dei commercialisti sul tema dei debiti fiscali, seguendo un approccio improntato alla compliance che produce benefici sia per l’amministrazione finanziaria sia per i contribuenti.

Ne sono una conferma – ha sostenuto Carbone – anche le osservazioni formulate dall’Ordine di Napoli sulla nostra bozza di circolare, che rappresentano un contributo utile al miglioramento degli strumenti applicativi”.

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