ROMA – Una missione internazionale per proteggere la navigazione nello stretto di Hormuz? “In questi casi, quando si muovono i militari, ci vuole un mandato chiaro. Le nostre navi devono andare lì per combattere con gli iraniani? Cosa significa garantire il passaggio? La sicurezza di Hormuz è stata messa in discussione dalla guerra americana e israeliana, prima che arrivassero i bombardamenti si passava normalmente. Quindi, si presume che il problema si risolva con la pace, se invece lo si vuol risolvere con le armi vuol dire che entra nel conflitto”.
A parlare, ospite di Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, l’ex premier Massimo D’Alema, intervistato da Giorgio Lauro e Nancy Brilli. La missione, in linea teorica, dovrebbe avvenire dopo l’inizio della pace.
“Dovrebbe esser dopo l’annuncio della Pace, dopo di che si aprirebbe la strada ad una risoluzione del Consiglio di Sicurezza che autorizza e organizza. La premessa è la pace- ha spiegato D’Alema a Un Giorno da Pecora -, altrimenti quale sarebbe il mandato dei militari? Meloni, una volta tanto, dovrebbe esser chiara”.
“MELONI? “INTELLIGENTE MA NEGLI ULTIMI DUE ANNI QUALCOSA SI E’ SPEZZATO”
Se sia io che Giorgia Meloni utilizziamo spesso l’intercalare ‘diciamo’? “Io lo dico, non sono uno studioso dell’eloquio della presidente del Consiglio, che da parte mia ha avuto anche delle considerazioni” positive, “la considero una donna intelligente. Ma devo dire che negli ultimi due anni qualcosa si è spezzato ed è stato per una ragione che va al di là della politica. Di fronte a chi uccide deliberatamente i bambini, dire ‘Israele ha esagerato’ è una frase talmente misera che sarebbe stato meglio avesse taciuto”.
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