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“Din Don Down – Alla ricerca di (D)io”, 70 sold out su 70 date

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Ruffini: “Un applauso che più che bravi ci dice grazie”

Milano, 15 apr. (askanews) – “Io e te siamo uguali”.”Sì”. “Però scusami, te come sei?” “Io sono normale”. “E io?” “Un po’… down””Quindi la differenza c’è”.”Eh, sì.” “Ah, ho capito. Quindi, nonostante questo, il fatto che tu sia normale, io un po’ down, siamo uguali. O unici, meglio ancora unici”.”Unici”. “Unici, diciamo che siamo unici”. Questo scambio di battute tra Federico Parlanti e Paolo Ruffini la dice lunga. Dopo 70 tutto esaurito su 70 date (anche al TAM Teatro Arcimboldi il 14 e 15 aprile), oltre 130.000 biglietti venduti e l’evento speciale all’Arena di Verona andato sold out in soli 5 giorni per un totale di 10.000 biglietti – e in scena il prossimo 2 maggio – “Din Don Down – Alla ricerca di (D)io” sbarca in alcune delle più prestigiose location estive italiane, tutte già in esaurimento a pochi giorni dall’apertura dei biglietti. Lo spettacolo dei record di Paolo Ruffini con la Compagnia Mayor Von Frinzius di attori con disabilità, con Claudia Campolongo al pianoforte, diretto da Lamberto Giannini e prodotto da VERA Produzione, è pronto ad emozionare un pubblico di oltre 70.000 persone solo nelle date estive, dopo aver raccolto il tutto esaurito ovunque con numerose repliche nei teatri più importanti d’Italia. “Din Don Down” ha raccolto fin dal suo debutto nell’ottobre 2024 un inaspettato successo di pubblico, raggiungendo numeri impensabili e risultando uno dei più grandi successi teatrali degli ultimi anni. Sin anche in Vaticano, dove Ruffini e i ragazzi della Compagnia hanno incontrato Papa Leone XIV.E in questa clip Ruffini, Erika Bonura e Marco Visconti ci spiegano il successo com’è.”L’applauso del pubblico alla fine è un applauso allo spettacolo, è un applauso alla sensibilità, è un applauso di coraggio e di incoraggiamento, ma anche di aumento di questa virtù che lo spettacolo suggerisce di avere rispetto alla propria sensibilità, rispetto a pensare a cose belle. Un applauso che più che bravi ci dice grazie. La cosa più bella è che il pubblico non ci dice bravi, ci dice grazie e questo ci rusinga tantissimo” afferma Ruffini. Mentre Visconti dice che “praticamente il senso dello spettacolo è che Dio non ci lascia mai soli, Dio non ci lascia mai soli nelle difficoltà perché le difficoltà fanno parte della vita”.

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