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Ex Ilva, nei quartieri di Taranto più esposti all’inquinamento 181 decessi in più nel 2019

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BARI – Nel 2019 a Taranto sono stati registrati 181 morti in più nei quartieri esposti all’inquinamento. È quanto rende noto l’associazione ambientalista Peacelink alla vigilia della manifestazione nazionale che si terrà a Roma per chiedere la chiusura dell’area a caldo dell’ex Ilva.L’associazione rende noti i contenuti dell’ultima indagine epidemiologica elaborata con i dati dell’Anagrafe comunale e che evidenziano “eccessi di mortalità nei quartieri esposti all’inquinamento industriale”. “I dati più preoccupanti sono quelli che emergono effettuando un confronto fra la mortalità dei quartieri più vicini all’area industriale e i dati regionali”, spiega Alessandro Marescotti, responsabile di Peacelink. Dallo studio emerge che nel rione Paolo VI è morto il 68% in più di uomini rispetto al dato regionale, il 25% in più nel quartiere Borgo-Città Vecchia mentre nel “quartiere Tamburi – si legge nello studio – si registra un eccesso di mortalità di 14 uomini dato però non considerato statisticamente significativo se si assume un intervallo di confidenza del 90%”.”Tuttavia – prosegue la ricerca – un significativo eccesso di mortalità (+41%) si era registrato nell’anno precedente (2018) nel quartiere Tamburi quando erano deceduti 27 uomini in più dell’atteso”.

LEGGI ANCHE: Ex Ilva, cittadini a Roma per “ricordare la gravità della situazione a Taranto”Dall’analisi emerge che a Taranto c’è stato un eccesso di mortalità statisticamente significativo nel 2020 tra gli uomini del quartiere Tamburi e del quartiere Borgo-Città Vecchia (ossia del centro di Taranto). Per la precisione, nel 2020 sono morti 60 uomini in più in questi quartieri che sono più vicini agli impianti dell’area a caldo dell’ex Ilva. Dei 60 decessi in eccesso 18 sono avvenuti nel quartiere Tamburi e 42 sono avvenuti nel più popoloso quartiere Borgo-Città Vecchia. Lo studio rileva anche un eccesso di mortalità femminile nel 2019 registrata nei quartieri più vicini all’area industriale ovvero “più 41% nel Paolo VI, più 26% nel Tamburi e più 21% nel quartiere Borgo-Città Vecchia”.Il sindaco di Tarano, Rinaldo Melucci, ha inviato i dati al governo esprimendo “la forte preoccupazione sulle disuguaglianze di mortalità rilevate nel territorio della città di Taranto, con particolare riferimento ai tre quartieri nord, che impongono massima allerta”.

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