(Adnkronos) – Federica Brignone conquista oggi, sabato 22 marzo, la sua seconda coppa del mondo generale nello sci alpino femminile, dopo la cancellazione della discesa libera delle finali di Coppa del Mondo a Sun Valley. Il successo, cinque anni dopo il primo, arrivato in una stagione caratterizzata dall’annullamento della parte finale a causa della pandemia di Covid-19, con l’azzurra che aveva addirittura ricevuto il premio per posta. Con sole tre gare da disputare, i punti rimasti a disposizione sono 300 e l’elvetica Gut-Behrami non può più raggiungerla. La Brignone ha conquistato oggi matematicamente anche la coppa del mondo di specialità di discesa libera.
Brignone nasce a Milano il 14 luglio 1990 da papà Daniele maestro e allenatore di sci e mamma Maria Rosa Quario, sciatrice professionista negli anni ’70 e ’80 e oggi nota giornalista. La famiglia si trasferisce dopo pochi anni in Valle d’Aosta, dove inizia a coltivare la passione per lo sci. Mette subito in mostra un grande talento e a soli 15 anni (il 1° dicembre 2005) fa l’esordio nel ‘Circo Bianco’, partecipando al gigante di Alleghe, una gara Fis. Nella stessa stagione debutta in Coppa Europa e vince i titoli italiani juniores di slalom e gigante. Nel dicembre 2007 partecipa alla sua prima gara in Coppa del mondo, un gigante a Lienz dove non riesce a qualificarsi per la seconda manche. Il 24 ottobre 2009 conquista i suoi primi punti in Cdm grazie al 21º posto nel gigante di Sölden, mentre il 28 novembre successivo, alla seconda gara stagionale sale sul podio, a soli 19 anni, giungendo terza nel gigante di Aspen.
La valdostana continua a bruciare le tappe e nel febbraio 2011 arriva l’argento in gigante ai mondiali di Garmisch, dove si inchina per pochi centesimi alla slovena Tina Maze. Dopo qualche anno di alti e bassi nell’ottobre 2015 arriva il primo successo in Cdm, con la vittoria nel gigante di Sölden. Nel 2018 ai Giochi di Pyeongchang, con il bronzo nell’amato gigante si mette al collo la prima medaglia olimpica.
Dopo la delusione dei mondiali di Are, dove non riesce a salire sul podio, nella successiva stagione arriva la grande soddisfazione di diventare la prima donna italiana a vincere la Coppa del Mondo generale, alla quale aggiunge quelle di gigante e combinata.


