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Fivi presenta a europarlamentari il “Manifesto” per futuro del vino

AttualitàFivi presenta a europarlamentari il "Manifesto" per futuro del vino

Cesconi: serve riforma strutturale del sistema vitivinicolo europeo
Milano, 22 mag. (askanews) – La Federazione italiana dei vignaioli indipendenti (Fivi), di concerto con la Confederazione europea dei vignaioli indipendenti (Cevi), ha scritto nei giorni scorsi alle candidate e ai candidati italiani al Parlamento Europeo presentando il “Manifesto dei Vignaioli indipendenti per il futuro del sistema vitivinicolo”. Un documento, suddiviso in cinque punti prioritari, che vuole sensibilizzare i nostri europarlamentari “sull’importanza di legiferare in modo efficace, coerente e armonioso, per garantire un futuro al comparto vitivinicolo europeo”.
Ricordando che oltre metà delle normative che regolano il settore vitivinicolo vengono elaborate, discusse e approvate a Bruxelles, il presidente della Fivi, Lorenzo Cesconi, ha spiegato che “il vino non è semplicemente una bevanda alcolica ma è innanzitutto un prodotto agricolo: questo è il caposaldo non solo del nostro Manifesto ma di tutto l’impegno che mettiamo e metteremo in campo per tutelare la viticoltura italiana ed europea”. “I vignaioli sono protagonisti di un modello produttivo sostenibile in ogni fase della filiera: in campagna, in cantina, sul mercato” ha proseguito, ricordando che “senza viticoltura non c’è paesaggio rurale storico, non c’è tutela territoriale contro il dissesto idrogeologico, c’è abbandono della terra e spopolamento delle aree interne”. “Senza vignaioli, il mercato del vino sarebbe appannaggio di prodotti industriali avulsi dal territorio” ha continuato Cesconi, precisando che “alle istituzioni europee diciamo: non chiediamo semplicemente sussidi, ma il riconoscimento del nostro ruolo e una strategia coerente che punti a una riforma strutturale del sistema vitivinicolo europeo, all’altezza dei grandi cambiamenti in atto, climatici, geopolitici e di consumo”.
I punti principali evidenziati dalla Fivi sono: “il riconoscimento del vino come prodotto agricolo, riformando la Pac in modo più inclusivo per i piccoli produttori; la sostenibilità economica, attuando misure che riducano i costi di produzione, semplifichino le vendite e rendano più semplice, efficiente e competitiva la conduzione delle piccole imprese vitivinicole; la sostenibilità ambientale, con il sostegno alla transizione agroecologica e la ricerca di nuove tecniche agronomiche, non puntando tutte le carte solo sulle tecnologie di evoluzione assistita; la sostenibilità sociale, rafforzando il raccordo tra aziende agricole e territorio, valorizzando le esternalità positive delle imprese verticali. Infine, la richiesta di non imporre nuove misure restrittive sul consumo moderato e consapevole di vino, sostenendo con forza l’obiettivo di combattere l’abuso e il consumo dannoso”.
“Nelle prossime settimane incontreremo tutti i candidati che avranno piacere e interesse a confrontarsi con noi” ha annunciato Cesconi, concludendo che “il futuro del sistema vitivinicolo europeo non riguarda solo i quasi tre milioni di addetti che lavorano direttamente o indirettamente nel settore, ma tutta la società europea e le comunità territoriali, generando 130 miliardi di euro di Pil, 52 miliardi di euro di entrate fiscali e attirando oltre 36 milioni di turisti del vino: chi avrà l’onore e l’onere di sedere in Parlamento europeo, è importante che ne sia consapevole e conosca a fondo un settore così importante per il futuro dell’Europa”.

Foto di Michele Purin

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