BOLOGNA – Arte, paesaggi mozzafiato, enogastronomia. È la ricetta del successo del Bologna Montana Art Trail, un cammino unico nel suo genere: un anello di 100 chilometri punteggiato di opere d’arte realizzate per lo più in materiali naturali, che si è conquistato un posto speciale nel cuore degli escursionisti, accorsi in montagna per ammirare la grande aquila del parco castellaccio a Monghidoro, il lupo di Casoni di Barbarolo, la Poggia sonora a Monte Bibele, il Gufo Giovannino e le altre installazioni di land art. Lo scorso anno hanno affrontato l’intero percorso in 1.500, chi in tre tappe, chi in sei, soggiornando nelle strutture ricettive dei sette comuni toccati dal tracciato. Quest’anno Viva Il Verde, l’associazione che gestisce e organizza il cammino, ha già registrato 530 camminatori. “Senza contare le migliaia di persone che si sono arrampicate in Appennino solo per ammirare le opere d’arte, molte delle quali si trovano in luoghi raggiungibili in auto”, spiega Daniele Maestrami, presidente di Viva il Verde, che oggi nella sede di Ascom ha presentato il programma della prossima estate.
ARRIVANO 5 FAMILY TRAIL
Tra le principali novità della prossima stagione, i family trail, cinque mini-anelli pensati per famiglie con bambini fino a 12 anni realizzati in collaborazione con la Provincia di Trento e l’Ausl di Bologna con itinerari accessibili dai centri abitati e tappe con letture outdoor. A rendere il percorso così affascinante è la presenza di monumentali opere di land art, che rappresentano gli animali e gli elementi naturali della montagna bolognese: ce ne sono 25, ma nel corso dell’anno ne saranno realizzate altre 10, con l’obiettivo di raggiungere nei prossimi due-tre anni quota 50.
Nel frattempo, Viva il Verde lavora per la promozione dell’art trail con progetti per le scuole, oltre 50 eventi di Bom Art Campus tra escursioni, arte ed esperienza sensoriali. Dal 31 maggio al 7 giugno si terrà la Bologna Montana Evergreen Fest, un festival diffuso dedicato al benessere e alla bellezza della natura. “L’80% degli escursionisti che abbiamo registrano arriva da fuori regione. Il 2025 è stato il primo anno veramente operativo: 1.500 persone hanno fatto l’intero percorso, ma migliaia di persone sono venute a vedere le opere. Riteniamo quest’anno di raddoppiare escursionisti”, prevede Maestrami. Del resto, l’obiettivo è arrivare a 7.000 presenze in due anni.
Il cammino tocca i Comuni di Castiglione dei Pepoli, Loiano, Monghidoro, Monterenzio, Monzuno, Pianoro e San Benedetto Val di Sambro. “Il primo risultato di questo progetto è aver creato una squadra molto ampia e determinata, indipendentemente dall’orientamento politico, con attenzione al territorio”, riconosce il direttore generale di Ascom, Giancarlo Tonelli.”Bologna Montana Trail ha sorpreso tutti. Dopo la via degli Dei, è il percorso più citato e camminato. Se vogliamo rompere il confine amministrativo che il cittadino non vede, dobbiamo fare un lavoro comune”, osserva Mattia Santori, delegato al Turismo del Comune di Bologna e presidente del Territorio turistico Bologna-Modena. “Abbiamo capito da tempo che il territorio deve lavorare insieme. I cammini sono un po’ inflazionati, questo ha una differenza: non è solo un cammino di 100 chilometri, ma è un museo a cielo aperto, è differente e identitario. Porteremo a casa finanziamento importante dalla Regione di 300.000 euro per completare l’installazione opere e ottimizzare il cammino”, racconta la sindaca di Monghidoro, Barbara Panzacchi.
CHE COSA È LA LAND ART
La Land Art, che ha preso molto piede negli ultimi anni, è la messa a punto di opere d’arte che nascono in simbiosi con la natura e sono destinate, nel tempo, a degradare e poi sparire, a causa dell’azione degli elementi sul legno, volutamente non trattato. Nata tra il 1967 e il 1978 negli Stati Uniti d’America, la land art nacque con l’idea di un intervento diretto dell’artista sul territorio naturale, specie negli spazi incontaminati come deserti, laghi salati, praterie, mari. La cosiddetta ‘nuova’ land art, invece, che si è dffusa molto negli ultimi 15 anni, prevede l’uso diretto di elementi naturali (come rami, terra, pietra, acqua, sassi e vegetazione), con cui vengono create opere che interagiscono con il paesaggio. E, ovviamente, fanno i conti con il passare del tempo e con gli elementi meteorologici.
I PARCHI TEMATICI DEL TRENTINO
Nelle zone di montagna la land art in Italia è diffusissima. Il Trentino Alto Adige è la regione che ne è più ricca. Sono stati realizzati anche diversi parchi tematici, composti proprio da opere di Land art. Un esempio è RespirArt in Val di Fiemme, o Ledro Land Art nella valle di Ledro. Sull’Alpe Cimbra c’è un percorso tematico “Il respiro degli alberi” e sempre sull’Alpe Cimbra, nella zona di Lavarone, c’è la Lavarone Green Land di cui fanno parte anche molte delle opere di Marco Martalar, lo scultore diventato famoso dopo il brutto episodio dell’incendio (doloso) che distrusse due anni fa il suo Drago Vaia, una gigantesca opera di Land art dedicata alla memoria della tempesta Vaia del 2018. Ma a parte il Trentino, anche in altre regioni d’Italia la Land art sta prendendo piede. L’Emilia-Romagna è una di queste e in provincia di Bologna se ne possono ammirare già parecchie.
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