sabato, Febbraio 24, 2024

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Host fiera chiave dell’ospitalità: stand pieni e tante nazionalità

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Fino al 17 ottobre. Greco: nessuna disdetta per eventi internazionali

Milano, 14 ott. (askanews) – Le presenze tra le corsie dei padiglioni di fieramilano a Rho nel primo giorno confermano le aspettative della vigilia: l’edizione 2023 di Host, in programma fino a martedì 17 ottobre, si conferma un appuntamento di riferimento per il mondo dell’ospitalità e della ristorazione professionale. Stand che diventano crocevia di lingue e nazionalità e riportano alla mente l’effervescenza delle fiere prima della pandemia:”Siamo tornati ai numeri pre-covid – ha detto Simona Greco, direttore delle manifestazioni di Fiera Milano – 2.100 aziende presenti di queste 800, più del 40%, proveniente da tutto il mondo, da 51 Paesi e si parla quindi di internazionalizzazione: ci aspettiamo il 40% dei compratori da 150 Paesi”Secondo una ricerca di Future Market Insights, il food service equipment nel 2023 sfiorerà i 44 miliardi di dollari, con una proiezione di crescita al 2032 di 76 miliardi, grazie a un incremento medio annuo del +5,6% In questo panorama l’Italia gioca un ruolo di rilievo.”La produzione italiana rappresenta il 10% della produzione mondiale, l’Italia è al terzo posto dopo la Cina e la Germania in termini di produzione e a seguire ci sono gli Usa quindi un ruolo di tutto rispetto ma ricordiamoci che per quanto riguarda qualità l’Italia è laeder”.Le innovazioni presenti negli oltre 2mila stand gettano una luce su quello che sarà il futuro della ristorazione e dell’ospitalità e gli 800 eventi in palinsesto delineano i trend dei prossimi anni a livello globale. Certo le ultime vicende internazionali preoccupano e gettano un’ombra sugli equilibri mondiali:”Questo conflitto dal punto di vista dell’export tira dentro molte posizioni che non conosciamo – ha detto Matteo Zoppas, presidente dell’Ice – La diplomazia si sta muovendo dal punto di vista politico, non è nostra competenza farlo, dal punto di vista economico ci sono molte nazioni in ballo e come abbiamo visto col conflitto ucraina e russia ci possono essere delle variabili che danno delle sorprese”.Limitando lo sguardo alla manifestazione, tuttavia, gli organizzatori assicurano che non ci sono stati impatti, se non “poche disdette per gli arrivi da Israele”:”Al momento non ci sono cancellazioni nè dal medio nè dal lungo raggio – ha osservato Greco – Come manifestazione crediamo di tenere, lato sociale il tema è talmente grande che ci rendiamo conto che può avere effetti sul futuro”.

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