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Industria nautica da record ma senza artigiani

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“Servono scuole per maestri d’ascia”

Un’arte millenaria rischia di scomparire mentre il settore navale cresce del 7%

L’industria cantieristica navale italiana vive un paradosso senza precedenti: mentre il fatturato complessivo del settore dovrebbe stabilizzarsi nel 2025 su livelli superiori ai 16 miliardi di euro e il mercato globale della cantieristica ha raggiunto quota 34,8 miliardi di euro con una crescita del 7%, le competenze artigianali tradizionali stanno scomparendo.

Il problema è particolarmente grave per i mestieri specializzati come quello del maestro d’ascia, figura fondamentale per la manutenzione e restauro delle imbarcazioni in legno sin dal 1847.

Giuseppe Borriello, sesta generazione della famiglia, dal 2008 gestisce i Cantieri Navali Palomba a Torre del Greco e rappresenta una delle ultime testimonianze viventi di questa antica arte.

‘Siamo diventati una nicchia talmente ristretta da avere serie difficoltà nel trovare dipendenti all’altezza della situazione’, spiega Borriello. ‘Facciamo ristrutturazioni di barche d’epoca importanti, ma trovare operai qualificati è diventato quasi impossibile’.

I Cantieri Palomba vantano una storia straordinaria: nel 1965 costruirono il San Giuseppe 2, la prima barca italiana ad andare in Antartide, grazie alla quale l’Italia ottenne il diritto di partecipare alla spartizione del continente antartico.

L’imbarcazione, oggi donata alla Marina Militare e dichiarata di interesse storico, scoprì zone dell’Antartide fino ad allora inesplorate. ‘Abbiamo costruito le prime barche per la pesca oceanica nel dopoguerra e siamo stati i maggiori costruttori e trasformatori di coralline quando esplose il mercato del corallo’, racconta Borriello.

La crisi delle competenze è evidente anche nei dati formativi: il Corso di Formazione per Maestri d’Ascia a Monfalcone ha registrato un record di 614 adesioni, ma si tratta di formazione online in lingua inglese, segno di come l’interesse arrivi dall’estero.

In Italia, i corsi per Maestri d’Ascia durano 1200 ore, di cui 585 in aula, 25 di formazione a distanza, 40 di Project Work e 550 di stage, ma sono completamente gratuiti proprio per incentivare la partecipazione. ‘Non esiste più una scuola che insegni ai ragazzi l’arte della carpenteria navale’, denuncia Borriello.

‘Cantieri importantissimi non hanno più il calafato, non sanno nemmeno di cosa stiamo parlando quando menzioniamo il calafataggio’. Il calafataggio è una tecnica antica che consiste nell’interporre stoppa catramata tra le tavole dello scafo per creare tenuta stagna e robustezza strutturale.

Il paradosso è che mentre l’industria nautica italiana registra ricavi di vendite all’estero pari a 6,26 miliardi di euro (87% del totale), le competenze tradizionali necessarie per mantenere il patrimonio navale storico stanno scomparendo.

‘Oggi due o tre ragazzi che entrassero in un cantiere storico come il mio e imparassero il mestiere potrebbero creare un’associazione e lavorare in tutta Italia chiedendo quello che vogliono, perché l’alternativa non esiste’, sottolinea Borriello.

La situazione è particolarmente critica nel Sud Italia, dove territori storicamente legati alla cantieristica come Torre del Greco vivevano fino agli anni ’90 di tre settori: cantieristica navale, lavorazione del corallo e coltivazione di fiori.

Oggi solo la cantieristica resiste, ma con enormi difficoltà nel reperire manodopera qualificata. ‘Abbiamo operai che sono figli di quelli che lavoravano con mio bisnonno, è diventata una famiglia, ma non c’è stato un ricambio generazionale’, spiega l’imprenditore.

I Cantieri Palomba hanno tentato più volte di creare percorsi formativi interni, collaborando con enti regionali per finanziare corsi di apprendistato sul campo.

‘La nostra idea era creare qualcosa a livello regionale dove i ragazzi imparassero lavorando con noi, ma è stato sempre un investimento fine a se stesso’, ammette Borriello. Il problema è strutturale: non esistono scuole professionali specializzate e gli istituti nautici formano comandanti e macchinisti, non costruttori.

Nonostante le difficoltà, i Cantieri Palomba guardano al futuro con un progetto innovativo: la Levante 8.0, una lancia walk-around di 8 metri che, sarà presente sul mercato entro l’estate 2026, unisce tecnologia moderna e tradizione artigianale.

‘Lo scafo è in vetroresina, ma tutto l’allestimento mantiene la nostra storia: mobilio, coperta e interni saranno in legno massello, spiega Borriello. Il progetto nasce dal recupero di un prototipo storico utilizzato dal nonno per le prime lance turistiche di Capri.

L’impatto sociale di questa crisi va oltre il settore nautico: rappresenta la perdita di un patrimonio culturale millenario che ha permesso all’umanità di esplorare e collegare i continenti.

La navigazione è stata la prima forma di globalizzazione, e le tecniche di costruzione navale tradizionali rappresentano un sapere che rischia di scomparire per sempre. Le prospettive future del mercato sono positive dal punto di vista economico, ma preoccupanti per la conservazione delle competenze tradizionali, essenziali per mantenere vivo il patrimonio navale storico italiano.

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