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Influenza, verso boom casi: ecco l”influenzometro’ per distinguere virus

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(Adnkronos) – “È facile prevedere che dalla fine di questa settimana ci sarà un forte incremento di casi delle tipiche infezioni invernali, soprattutto a carico dell’apparato respiratorio, influenza compresa. Il motivo è duplice”. Da un lato “il freddo”, dall’altro “la ripresa delle scuole”, avvenuta il 7 gennaio dopo la pausa natalizia. E’ lo scenario prospettato dal pediatra Italo Farnetani, che in vista del boom di infezioni e dell’avvicinarsi del picco delle sindromi simil-influenzali, propone uno strumento battezzato ‘influenzometro’ per orientarsi fra i virus in azione in questo periodo. Una sorta di test per capire se si tratta di influenza oppure no. Fermo restando, puntualizza, che “si deve sempre consultare il medico”. 

 

Solo considerando il capitolo scuole, spiega l’esperto all’Adnkronos Salute, va considerato che “ogni mattina entrano in contatto 20 milioni di persone: 10 milioni all’interno delle aule e degli edifici scolastici”, numero che include “alunni, insegnanti, personale ausiliario”, e “altri 10 milioni di persone”, fra genitori, nonni e babysitter, “coinvolte per accompagnare gli alunni a scuola. Questi 10 milioni di persone si incontreranno nuovamente all’uscita. Perciò è ben comprensibile quanto sia elevata in questo contesto la possibilità di trasmissione degli agenti infettivi, soprattutto virus come questi che si diffondono facilmente negli ambienti”.  

E poi c’è il fattore freddo, continua Farnetani: “Proprio in questi giorni, e nei prossimi, c’è un brusco abbassamento delle temperature, che è uno degli elementi che determina la maggior diffusione delle infezioni durante il periodo invernale. Non è il freddo che fa ammalare – precisa – ma quando le temperature sono basse si sta maggiormente negli ambienti chiusi, con aria riciclata, elemento che facilita la trasmissione, soprattutto quando i riscaldamenti accesi rendono l’aria secca, e ciò impedisce che le particelle di polvere cariche di agenti infettanti vengano abbattute al suolo. In questo modo, invece, si spostano leggere perché sono ben asciutte e facilmente fanno breccia nell’apparato respiratorio dei presenti. Il consiglio è innanzitutto di aprire le finestre almeno 45 minuti al giorno, anche quando fuori è molto freddo, e non tenere mai i riscaldamenti eccessivamente alti. La temperatura di 19 gradi è ottimale, e si può mettere sopra le sorgenti di calore, in primis sui radiatori, un asciugamano di spugna bagnato, che serve a umidificare l’ambiente. Importante non rinunciare a stare all’aria aperta anche quando è freddo”. 

La combinazione di tutti questi fattori, prosegue Farnetani, che è professore ordinario di pediatria all’università Ludes-United Campus of Malta, “facilita dunque la trasmissione degli agenti infettivi, fra cui il virus dell’influenza”, ma quest’ultimo gruppo di patogeni stagionali “non è il solo” a circolare in questo periodo. Non sempre a metterci a letto, in altre parole, è l’influenza vera e propria, ma potrebbe essere qualche virus ‘cugino’. “Ecco allora l’influenzometro che ho elaborato per aiutare a distinguere le varie infezioni”, argomenta Farnetani. 

 

Si tratta nel dettaglio di un percorso scandito da una serie di domande o affermazioni: a seconda della risposta che più corrisponde alla situazione di chi sta usando lo strumento viene assegnato un punteggio. Sommando quelli ottenuti a ogni step, si potrà leggere il risultato: con un punteggio uguale o superiore a 210 “è influenza”; con un totale da 190 a 205 l’esito è “dubbio”, ma se rifacendo il questionario il punteggio rientra sempre in questo range “non si tratta di influenza”; con un totale uguale o inferiore a 185 “non è influenza, ma probabilmente si tratta di una malattia dovuta ad altri agenti infettivi”. L’influenzometro valuta prima di tutto il periodo in cui si presenta la malattia (da dicembre ad aprile o da maggio a novembre), e se i media hanno già riportato dei primi isolamento di virus influenzale.  

E poi passa in rassegna i sintomi: dolore e sua localizzazione (alla schiena e alle articolazioni, mal di testa, mal d’orecchie, mal di pancia), febbre (superiore a 38,5° C e per quanti giorni); fastidi agli occhi (arrossati, con dolore quando si guarda lateralmente, con bruciore, con lacrimazione abbondante, appiccicati con secrezione gialla). Nel percorso si valutano anche le condizioni di volto (arrossato o pallido) e pelle (calda e umida, normale), e la presenza di tosse (secca o catarrosa). Si passa poi alla gola (fa male, brucia, è secca), alla voce (rauca o normale), al naso (chiuso, con secrezione chiara e liquida), all’apparato digerente (per capire se sono presenti sintomi come vomito, diarrea o stipsi) e infine si approfondiscono le condizioni generali (malessere, svogliatezza, ci si stanca con facilità, mancanza di appetito).  

Il test, insomma, aiuta a farsi una cultura personale su come distinguere fra influenza e virus parainfluenzali. “Sarà però il medico a indicare la strada” terapeutica da seguire per lasciarseli alle spalle.  

 

 

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