giovedì, 19 Maggio , 22

Insulti e spintoni, il Consiglio della Sardegna diventa un ring: “Come il peggior bar di Caracas”

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CAGLIARI – Urla, spintoni e insulti e minacce. Si è conclusa così, ieri in tarda serata, la seduta del Consiglio regionale sardo dove si discuteva il disegno di legge sulla riorganizzazione degli staff della giunta e degli assessorati. A scatenare la bagarre in aula, la decisione del presidente del Consiglio, Michele Pais, di proseguire con il dibattito oltre le 21, orario concordato per la chiusura della seduta, con la lettura e i pareri sugli emendamenti all’articolo 7, cuore del provvedimento. Una prova di forza che ha fatto infuriare centrosinistra e M5s, che hanno lasciato i loro banchi, avvicinandosi alle postazioni della giunta, urlando “vergogna” e battendo le mani in un clima da stadio. La situazione è degenerata quando, chiusa la seduta, consiglieri di maggioranza e opposizione si sono affrontati nelle scalinate all’interno del Palazzo: qui sono volati insulti, minacce e qualche spintone. Insomma si è sfiorata la rissa, placata solo grazie all’intervento dei commessi.

“Sono schifata da quanto accaduto in aula e ancora scossa da quel che è successo subito fuori dall’aula stessa- le parole della consigliera del M5s, Desiré Manca-. Un finale di seduta dove il presidente incarna le famose tre scimmiette, non vede non sente e non parla, evidentemente prono agli ordini di scuderia lombardi, altro che garante del Consiglio”. Insomma, rincara, “scene da far west che sporcano l’istituzione, scene degne del peggior bar di Caracas, con provocazioni culminate in una vera e propria aggressione con bava alla bocca ed occhi spiritati. Spero, anzi, pretendo che il presidente Pais prenda seri provvedimenti. Scene di violenza come queste meritano un intervento rigido e inflessibile da parte di chi, all’interno di quel luogo, dovrebbe mantenere l’ordine”.

All’attacco anche il capogruppo del Pd, Gianfranco Ganau: “Un presidente del Consiglio regionale che non mantiene gli impegni con l’opposizione e che non interrompe i lavori di fronte alle proteste e al conseguente disordine in aula non merita di essere riconosciuto tale. Forse voleva far bella figura davanti al plenipotenziario della Lega in Sardegna, il lombardo Eugenio Zoffili che seguiva i lavori dalla tribuna. Una pagina tristissima di cui deve assumersi piena responsabilità, vergogna”.

Infine Gian Franco Satta, esponente dei Progressisti: “Ieri il presidente del Consiglio regionale ha scritto la pagina peggiore della storia dell’autonomia sarda. Uno spettacolo preoccupante, capace di incutere timore per la stessa tenuta dell’istituzione democratica. La storia lo giudicherà”.

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