“Sull’Ilva volontà di rilanciare, non chiudere gli impianti”
“Il risultato conclusivo ha superato ogni aspettativa: 4,8 miliardi di euro per Transizione 5.0 e 2,3 miliardi per Transizione 4.0. Le prenotazioni totali superano i 7 miliardi. Da qui fino alla prima metà di dicembre, avremo una chiara visione delle nuove necessità finanziarie e valuteremo come garantire i benefici alle imprese aventi diritto”. Così ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, in un’intervista al Messaggero.
“Dal 1 gennaio – dice – inizierà la nuova fase di Transizione 5.0: sarà subito disponibile con un budget di partenza di 4 miliardi, senza bisogno di decreti attuativi e senza i vincoli europei che in passato avevano escluso le imprese ad alta intensità energetica. Ulteriori 4 miliardi saranno destinati alla Zes, 300 milioni alle Zls, inoltre ci sarà il rifinanziamento della legge Sabatini e dei contratti di sviluppo, con la speranza di aumentare questi fondi durante il percorso parlamentare.
Tutte le nostre aziende trarranno enormi vantaggi dall’aumento delle risorse dell’Agenzia Spaziale Europea. Siamo l’unica nazione a offrire un pacchetto completo, ampliato in questi anni grazie alle 4 Space Factory create con i fondi del PNRR e ai nuovi distretti industriali, ben 16 da nord a sud”.
Riguardo all’ex Ilva, il ministro Urso sottolinea: “Stiamo partecipando a una competizione internazionale, di cui attualmente, come è evidente, non possiamo discutere nel dettaglio. Si tratta di una sfida complessa considerando il contesto in cui operiamo e il pesante fardello del passato. Comunque, ricordo che, come noto, è in corso una gara aperta, che permette l’ingresso di nuovi attori, come recentemente ha fatto un operatore extraeuropeo”.
Tuttavia, i sindacati sono convinti che ci sia l’intenzione di chiudere Ilva, riporta il giornale romano. “I commissari – replica Urso – hanno scelto, su nostra indicazione, di concentrare tutte le risorse sulla manutenzione degli impianti. La formazione che abbiamo annunciato, è mirata a migliorare le competenze nell’utilizzo delle nuove tecnologie ecologiche. Tutte queste iniziative dimostrano la determinazione a rilanciare, non certo a chiudere gli impianti”.
Ciro Di Pietro

