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Marinaio bloccato in stretto di Hormuz: “Sento esplosioni e ho paura”

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Cinese Wang si racconta ad Afp, fermo da due settimane a nord Dubai

Roma, 13 mar. (askanews) – Un marinaio a bordo di una petroliera per il trasporto di GPL nel Golfo, appena a nord di Dubai, dice di sentirsi in pericolo di vita, essendo bloccato sulla nave e impossibilitato ad attraversare lo Stretto di Hormuz. Wang Shang, 32enne di origini cinesi, racconta ad Afp: “Attualmente mi trovo a circa 30 miglia nautiche a nord di Dubai, nel Golfo Persico”, dice Wang. “Sì, siamo già bloccati qui da due settimane”, conferma. “La maggior parte dell’equipaggio di questa nave è filippino. Attualmente, ci sono solo due membri dell’equipaggio cinesi, insieme ad alcuni indonesiani”, rivela.”Attenzione a tutte le navi, qui Marina delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche. Per vostra informazione, ogni navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz è vietata da ora in poi- è stato l’annuncio della Marina iraniana, come si sente da una radio di bordo, le cui riprese sono state fatte da Wang il 28 febbraio, giorno dello scoppio dell’offensiva israelo-americana contro l’Iran -“. “È vero che navi battenti bandiera cinese operano nella zona, ma devono soddisfare determinate condizioni – spiega, sottolineando che non è ovvio che tutte passino senza difficoltà – A quanto ne so, possono trasportare merci iraniane e devono presentare dichiarazioni preventive al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche”.Wang ha chiesto che il nome della sua imbarcazione non venisse reso noto, ma i siti di monitoraggio del traffico marittimo indicano che si trova vicino a una nave in difficoltà, la Source Blessing, una portacontainer battente bandiera liberiana con scafo nero, come si vede nelle immagini di Wang, che pubblica video su Douyin, la versione cinese di TikTok. “La Source Blessing, ha preso fuoco dopo essere stata colpita da schegge giovedì (12 marzo, ndr), secondo gli armatori (la tedesca Hapag-Lloyd). Sono preoccupato perché ieri la sala macchine di una nave è stata colpita da un drone iraniano a sole due miglia nautiche dalla mia imbarcazione, ovvero a circa 3.600 metri, il che è molto vicino”, aggiunge. “Dopo essere stata colpita in sala macchine, sia il motore principale che il generatore sono stati danneggiati. Fortunatamente, nessuno a bordo è rimasto ferito – afferma, sottolineando – dato che tutti i membri dell’equipaggio erano di nazionalità cinese, ero piuttosto preoccupato. Ogni giorno a bordo della nave vedo lanci di missili e sento esplosioni, il che mi fa sentire in pericolo”.

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