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Moda, la fashion designer: deve camminare in parallelo con l’arte

AttualitàModa, la fashion designer: deve camminare in parallelo con l'arte

Caterina Moro: non servono abiti destinati a perdere valore
Roma, 22 mag. (askanews) – Textile art for human bodies. “È il mio slogan, è il momento di dare un nuovo significato alla moda e all’atto di vestirsi, di ricercare un senso più profondo e autentico”, spiega la fashion designer Caterina Moro dopo la mostra che ha partecipato alla prima edizione del ‘Rome Fashion Path’. “Camminare in parallelo con l’arte è la mia risposta”, continua. Per la designer serve, insomma, sganciarsi dai trend e contrastare la overproduction: “Non dobbiamo creare abiti destinati a perdere il loro valore nell’arco di sei mesi”.
La mostra ‘Textile art for human bodies’ è stata curata da Greta Alberta Tirloni e si è svolta alla Nuova Pesa. Moro sottolinea: “Vestire il proprio corpo è un modo per fare arte con noi stessi e mostrare all’esterno qualcosa di molto intimo, che riguarda la nostra anima”. Parlando della mostra e del successo avuto, aggiunge: “Vedere i miei capi esposti è stata una emozione intensa. Non faccio arte, faccio vestiti, ma guardo al mondo dell’arte perché lo sento affine, mi permette di vestire i corpi in un modo più intimo, vero e congeniale alla mia anima”.
La mostra prevedeva una sfilata di capi indossati, per ogni artista, da modelle: una performance su un soundtrack di suoni di natura immaginato dalla stilista, anche con abiti appesi su ganci di Gino De Dominicis, e in mostra come oggetti d’arte, così come le opere. Nel corso della serata sono stati esposti capi elaborati sulle opere di tre artisti con cui la fashion designer ha lavorato nel corso degli anni – Lucamaleonte, Germano Serafini e Carina Sohl.

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