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Report, il Garante per la Privacy Stanzione: “Collegio non si dimette, accuse infondate”

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(Adnkronos) – “Il collegio del Garante non presenterà le proprie dimissioni”. E’ quanto ha detto al Tg1 il presidente del Garante della Privacy Pasquale Stanzione, secondo cui le accuse rivolte all’Autorità “sono totalmente infondate”.  

“Non vi è stata mai una decisione del Garante” che non sia stata presa “in piena indipendenza di giudizio”, assicura Stanzione, secondo cui “la narrazione del Garante come subalterno alla maggioranza di governo è una mistificazione che mira a delegittimarne l’azione, specialmente quando le decisioni sono sgradite o scomode”. 

La questione, secondo il presidente dell’Autorità, è che “il garante assume delle decisioni talvolta contrarie al governo, talvolta favorevoli allo stesso. Ed è questa la vicenda dell’autonomia”. E, dunque, quando la politica grida allo scioglimento, alle dimissioni “non è credibile”. 

 

“Noi non trascuriamo nulla, le risultanze che sono uscite ci hanno spinto a dire: il Garante della privacy deve essere azzerato”. Lo dice Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 stelle, ospite di ‘Di Martedì’, il programma di Giovanni Floris, su La7, a proposito del caso Report. 

“Le parole di Stanzione al Tg1 sono una presa in giro per il Paese. Altro che autonomia: il Garante della privacy è ormai diventato lo scudo politico del governo Meloni. Invece di spiegare perché un componente dell’Autorità, Ghiglia, sia andato nella sede di Fratelli d’Italia a parlare della sanzione contro Report – come dimostra l’email ‘domani vado da Arianna Meloni’ – Stanzione si autoassolve in diretta tv, come se nulla fosse accaduto”, ha dichiarato invece Bonelli. 

“È una scena indegna per un’istituzione che dovrebbe essere indipendente: chi doveva vigilare sulla privacy dei cittadini e sull’autonomia dell’informazione si è trasformato in difensore del potere politico. Il Garante che doveva decidere sull’audio Boccia–Sangiuliano ha preso il posto di Sangiuliano stesso: siamo oltre la commistione, è un abuso istituzionale. Chiedo ancora una volta le dimissioni immediate di Stanzione e dell’intero collegio, perché dopo questa intervista non rappresentano più un’autorità indipendente ma un apparato di copertura del governo Meloni”, conclude Bonelli. 

 

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