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Sanremo, a Mariposa di Fiorella Mannoia premio per miglior testo

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“Vinca il migliore ma mi piacerebbe che fosse una donna”

Sanremo,11 feb. (askanews) – È “Mariposa” il brano che Fiorella Mannoia che si è aggiudicato il a Premio “SERGIOBARDOTTI” per il miglior testo in gara al Festival di Sanremo 2024. Con il testo scritto dalla stessa Mannoia con Cheope e Carlo Di Francesco che ha firmato anche le musiche insieme a Federica Abbate e Mattia Cerri, Mariposa è un manifesto di donne.E’ una canzone al femminile, un manifesto per dire quello che siamo e che saremo. Fiorella canta le voci di ognuna di loro, nel tempo, nella storia, nel sentimento e nel mistero, raccontandole nella loro libertà, forza, dolore, gioia, amore Tutti gli opposti delle donne vivono con orgoglio in questa canzone. Le donne sottomesse e le donne protagoniste del tempo si uniscono tra i versi di Mariposa e gridano insieme l’identità eterna e inviolabile di ognuna di loro. “Il brano è nato guardando la serie tv “Il grido delle farfalle” ambientata in Repubblica Dominicana e parla delle sorelle Mirabal che si battevano contro la dittatura di Trujillo e furono ammazzate, ma l’assinino sconvolse così tanto opinione pubblica che lui fu costretto a dimettersi. Carlo ha scritto il testo il testo che non parla di loro ma che è un riferimento e un omaggio al coraggio delle donne”.Fiorella che quest’anno festeggia 70 anni è sempre forte e determinata: “La libera è una conquista, ma nessuno è libero completamente, ma ci sono dei compromessi che tutti dobbiamo fare con la vita. Io ho ceduto poco, ho cercato di mantenere dritta la barra, ho sbagliato e ho pagato. Se sei libera qualcuno lo scontenti perché non si può dare sempre ragione a tutti”.Nel 2024 Fiorella Mannoia torna per la sesta volta in concorso alla kermesse nella Città dei Fiori, a sette anni di distanza dalla partecipazione con “Che sia benedetta”, seconda classificata nel 2017. La prima volta all’Ariston risale al 1981 quando si esibisce in gara con il brano “Caffè nero bollente”. La seconda è nel 1984 con “Come si cambia” che la consacra a tutti gli effetti come straordinaria interprete. Il 1987 è l’anno di “Quello che le donne non dicono”, brano scritto da Enrico Ruggeri, il primo tra i grandi cantautori a credere in lei inaugurando quel percorso musicale che da sempre la caratterizza, con cui vince il premio della critica che si aggiudica anche al Festival del 1988, grazie ad un altro incontro importante, quello con Ivano Fossati che scrive per lei “Le notti di maggio”. “Sono i brani che ti portano a Sanremo, quando hai il brano adatto ti metti in gioco e poi tornare a Sanremo è un divertimento, l’ho già fatto e so che mi aspetta. Voglio che vinca il migliore ma mi piacerebbe che fosse una donna”.

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